sabato 26 gennaio 2008

FINALMENTE !!!!!!

Sicilia, Cuffaro annuncia dimissioni "irrevocabili"



PALERMO (Reuters) - Il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro, condannato la settimana scorsa a cinque anni di reclusione per favoreggiamento, ha annunciato oggi le dimissioni dal suo incarico.

E ora, entro tre mesi, la Sicilia deve tornare alle urne per eleggere il nuovo presidente e l'assemblea regionale.

"Annuncio le mie irrevocabili dimissioni", ha detto Cuffaro davanti all'assemblea regionale straordinaria, convocata stamani per "comunicazioni urgenti".

Subito dopo la condanna, nel processo sulla presunta infiltrazione di alcune "talpe" nella Direzione distrettuale antimafia (Dda) della città, Cuffaro aveva detto di essere intenzionato a mantenere la sua carica fino al 2011, poiché non era stata riconosciuta l'aggravante per mafia.

L'esponente Udc è stato condannato per i reati di favoreggiamento semplice e per violazione del segreto istruttorio.

"Già dopo la sentenza sentivo questa esigenza", ha detto Cuffaro parlando in aula.

"Ho tuttavia voluto attendere anche per approvare la legge finanziaria e la manovra di bilancio. Non potevo comunque lasciare il mio incarico senza prima conoscere la volontà dell'assemblea regionale", che giovedì scorso ha bocciato con 52 voti la richiesta di dimissioni avanzata dall'opposizione di centrosinistra.

Cuffaro aveva annunciato di voler dare le dimissioni mercoledì scorso al leader del suo partito, Pierferdinando Casini, come rivelato dallo stesso ex presidente della Camera in una nota.

"Mercoledì mattina il Presidente Cuffaro mi ha comunicato la sua volontà di dimettersi: ne ho preso atto con un profondo apprezzamento per il suo senso delle istituzioni e per il suo amore per la Sicilia", si legge nella nota.

giovedì 24 gennaio 2008

GRAZIE, GRAZIE DI CUORE CARO NINO CAPONNETTO
RESTERAI SEMPRE NEI NOSTRI VUORI

Qualcosa si muove

Mafia: Si Pente Uno Dei Colonnelli Del Boss Lo Piccolo





(AGI) - Palermo, 22 gen. - Si pente uno dei colonnelli di Salvatore Lo Piccolo: Gaspare Pulizzi, arrestato il 5 novembre a Giardinello (Palermo) assieme al capomafia di Tommaso Natale e al figlio, ha iniziato a collaborare con i magistrati antimafia. La notizia e' stata confermata in ambienti giudiziari. Pulizzi e' il terzo boss del gruppo Lo Piccolo a collaborare con la giustizia, dopo Francesco Franzese, che fece catturare i capimafia, e Antonino Nuccio. I familiari di Pulizzi sono stati portati via da Carini, paese in cui risiede. La polizia ha dovuto usare maniere decise per evitare che i parenti del boss, che si sono platealmente dissociati, impedissero agli agenti di prelevare la moglie e i bambini piccoli del boss. Pulizzi e' capomafia della famiglia di Carini. .

Favoreggiameto semplice a Cuffaro, grazie giustizia!!!!


PALERMO. " Io mi dimetterò solo se ci sarà l'aggravante" così andava dicendo in giro nelle tv il Presidente della Regione Siciliana Cuffaro.
Proprio in questi giorni il tribunale di Palermo ha emesso la sentenza in cui si dice che Cuffaro è stato condannato per favoreggiamento semplice, la prima cosa che risalta alla visione di tutti è questo favoreggiamento semplice, saremo anche ignoranti in materia giudiziaria, penso che anche il favoreggiamento semplice sia in qualche modo una collusione con la mafia, anche se nn è un favoreggiamento complicato,(come dicono i tribunali semplice), avvolte nn si riesce a capire cosa vogliono dire certe frasi, ma comunque, diciamo solo che come vadano le cose in sicilia, noi in ogni caso abbiamo un presidente della regione colluso con la mafia o che in qualche modo ha favorito la mafia e questo basta per dire che è un obbligo nei confronti dei siciliani tutti le sue dimissioni.
Certo c'è da dire che il presidente Cuffaro lo aveva detto prima, che se nn ci fosse stata l'aggravante lui nn si sarebbe dimesso, ora vorremmo anche capire, lo sapeva prima, che sarebbe stato condannato? magari ora ci spieghiamo come è possibile che lui si è difeso prima della sentenza, ma comunque aggravante o nn aggravante la sentenza dice favoreggiamento semplice ma sempre favoreggiamento è, quindi si dimetta.
"Sono molto confortato da questa sentenza -- ha detto Cuffaro -- perché ho sempre saputo di non avere favorito la mafia e questa sentenza me ne dà atto".
Bene questa sentenza come dice lui gli da atto di nn essere colluso con la mafia, ma riesce a leggere le sentenze quest'uomo?, la sentenza dice favoreggiamento semplice e condannato a anni 5 di reclusione, ora se uno dice di nn essere mafioso come fa a prendere 5 anni di reclusione per favoreggiamento, mi chiedo sempre come vanno le cose in Italia, questo uomo oggi mi ha fatto capire tante cose.
Va male!!!! e nn vi è nessun dubbio che i politici che vanno avanti hanno l'appoggio della mafia dietro.



Sebastian Zappulla

mercoledì 23 gennaio 2008

ISTITUZIONI, MEDIA E SOCIETà CIVILE INSIEME PER UN FRONTE ANTIMAFIA BASATO SULLA CULTURA

19 Minorenni arrestati in soli 18 giorni,"un pessimo inizio d'anno", come ha dichiarato il magistrato Busacca.

Ripartire dalla cultura per parlare di antimafia a Catania



CATANIA - "Siamo qui anche per la creazione di un ideale fronte antimafia che raccolga Istituzioni, Forze di Polizia, media e società civile". In questo modo Pippo Rinaldi, ispettore di Polizia e organizzatore dell’evento, ha introdotto, lo scorso 18 gennaio, la presentazione del volume “Il Silenzio - Racconto di uno sbirro antimafia” presso una nota libreria catanese. Un curioso ossimoro quello de “Il Silenzio” visto il rumore che ha prodotto sulla stampa regionale e nazionale, dando vita ad un fenomeno editoriale che ha avuto importanti ripercussioni anche nel campo sociale. L’occasione della presentazione è capitata, tra l’altro, in un momento particolarmente difficile per la città Catania, costretta a dover subire sin dall’inizio dell’anno una pesante ondata di criminalità. "E’ stato un inizio d’anno davvero pessimo – ha dichiarato Angelo Busacca, Magistrato A.N.M Catania – perché ho dovuto constatare l’arresto in 18 giorni di 19 minorenni". Un dato allarmante che va collegato ad uno stato di pesante silenzio da parte dei media. "Ormai per leggere di antimafia – ha precisato Dario Montana, fratello di Beppe Montana assassinato dalla Mafia nel luglio del 1985 e rappresentante di Libera – bisogna prendere in mano i libri. I giornali si preoccupano di altro". Un’affermazione cui ha fatto immediatamente eco Giovanna Quasimodo, giornalista de “La Sicilia” e collaboratrice de “I Siciliani” del compianto Pippo Fava. "Sul mio quotidiano non ho spazio per occuparmi – ha precisato la giornalista – dei problemi reali della città".



Rosario Battiato



"pubblicato sul Quotidiano di Sicilia del 23/01/2008

giovedì 17 gennaio 2008

CI SIAMO......

Bene ci siamo stiamo per aprire battenti, Santa Venerina è pronta ad aprire le porte alla prima associazione contro la mafia, eccola la "CASA DELLA LEGALITà E DELLA CULTURA",la nostra iniziativa vuole essere da imput, vuole essere un segnale di speranza, quella speranza che avvolte si affievolisce e avvolte si riaccende, noi vogliamo cercare di tenerla sempre accesa questa speranza, la speranza che un giorno qualcosa cambi, e nel frattempo lottiamo affinchè quel giorno nn sia un giorno così lontano.
Il sogno di questa associazione è il sogno di tutta la sicilia per bene , di tutta la società, quindi ci auguriamo che questo si avveri, ci auguriamo un buon lavoro a noi stessi e anche al nostro territorio di un proficuo rapporto di collaborazione.
GRAZIE TANTE EVVIVA LA LOTTA ALLA MAFIA.


RESPONSABILE
Sebastian Zappulla

mercoledì 16 gennaio 2008

LASCIATE IN PACE PER FAVORE IL GRANDE BORSELLINO

Milano, 1 Gennaio 2008

Non si puo' che restare allibiti nel leggere l'ultima esternazione dell'avvocato Lipera che asserisce di riferire frasi raccolte dal suo assistito, il Sig. Contrada, in un colloquio avuto presso l'ospedale Cardarelli di Napoli.

Il suddetto Contrada avrebbe testualmente detto:"Di Paolo Borsellino ho un grandissimo ricordo. Con lui c'era un'ottima collaborazione professionale, ma anche un'amicizia che ci portava a frequentarci fuori del lavoro".

Di fronte a una dichiarazione così aberrante e al di fuori della realta' accertata in piu' gradi processuali fino alla sentenza definitiva della Cassazione sono possibili due ipotesi.

La prima e' che l'avvocato Giuseppe Lipera continui autonomamente nella sua opera di disinformazione tesa a mistificare la realta' presentando all'opinione pubblica un traditore dello Stato come una vittima di chissa' quali macchinazioni ed attribuendo alla durezza del regime carcerario le condizioni fisiche dello stesso Contrada, dovute invece per la maggior parte ad un digiuno volontario attuato allo scopo.

La seconda e' che il quadro clinico denunciato sia effettivamente così grave, perlomeno a livello cerebrale, da avere completamente ottenebrato la mente dello stesso Contrada tanto da far nascere nella sua mente ricordi non assolutamente corrispondenti ed anzi in assoluto contrasto con la realta'.

Non e' assolutamente spiegabile altrimenti quanto risulta da atti processuali e quanto mi sono ancora oggi fatto ribadire dalla figlia maggiore di Paolo, cioe' che almeno in due occasioni Paolo avesse reagito al solo sentire il nome di Contrada, peraltro neanche noto al resto dei suoi familiari, dicendo esplicitamente che sarebbe stato meglio che nemmeno pronuziassero nemmeno il nome dato che si trattava di un individuo estremamente pericoloso.

Non bisogna poi dimenticare come il pentito Gasare Mutolo avesse fatto a Paolo, in un colloquio non verbalizzato, il nome di Contrada insieme a quello del Giudice Signorino.

Paolo fu ucciso la settimana prima dell'incontro che avrebbe dovuto avere con Mutolo per verbalizzare queste dichiarazioni.

Il giudice Signorino si uccise quando comunicarono a trapelare le voci sulle dichiarazioni di Gaspare Mutolo.

Contrada e' oggi in carcere per scontare una condanna definitiva e tenta di far parlare i morti e sfruttare la sparizione dell'agenda rossa di Paolo Borsellino per non pagare il suo debito con la societa'.

Salvatore Borsellino